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MUSEO ETNOGRAFICO

II museo etnografico di Vallarsa mostra, in due diverse strutture, tutti gli aspetti della vita di un tempo. Grazie alla ricostruzione di ambienti suggestivi – come Ia scuola con Ia lavagna di ardesia, Ia cucina con il focolare aperto e Ia camera da letto con il materasso fatto con le “scarpanze” del mais – il museo della civiltà contadina della Vallarsa permette di addentrarsi nella storia di un recente passato.

II Museo è aperto da giugno a settembre, dal martedì alla domenica (e i festivi) dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00; durante il resto dell’anno e possibile visitarlo su richiesta.

L’entrata è gratuita e sono disponibili visite guidate, anch’esse gratuite. II Museo e accessibile anche a visitatori disabili.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero 0464 860016.

Come arrivare

Le due sedi del Museo etnografico della civiltà contadina si trovano all’interno dell’abitato di Riva, a circa 300 metri una dall’altra.

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FUNGO DI ALBAREDO

La forma suggestiva nota con il nome di “Fungo di Albaredo” è il risultato di una serie di processi di degradazione meteorica che hanno eroso un grande blocco di frana nell’area di Corna Calda.

Lo schema mostra Ia possibile evoluzione della forma: l’azione disgregante degli agenti atmosferici sul blocco roccioso è avvenuta con più forza della porzione caratterizzata da un maggior grado di fratturazione della roccia e da una maggior componente argillosa (erosione selettiva).

Come arrivare

Dall’abitato di Albaredo si procede in direzione Monte Zugna per circa 500 m fino ad arrivare ad un parcheggio dal quale si procede a piedi su una strada sterrata per circa 1 chilometro fino al Fungo.

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PONTE DEI BRUNI

II ponte dei Bruni, chiamato anche il ponte de la Riva (e oggi ponte della Busa) è un ponte in pietra che attraversa il torrente Leno di Vallarsa poco a sud del piccolo abitato di Busa sul fondovalle tra Riva (sulla sponda sinistra del Leno) e Raossi (su quella destra).

In passato fu utilizzato come una delle principali via di collegamento tra i due lati della Vallarsa. Oggi è parzialmente sommerso dal bacino idroelettrico del lago della Busa e può essere utilizzato per attraversare la valle lungo uno dei numerosi percorsi naturalistici.

Come arrivare

II Ponte dei Bruni è raggiungibile dall’abitato di Riva a partire dall’Albergo Passo Buole percorrendo circa 1 chilometro lungo un sentiero tra boschi di faggi e carpini, oppure a partire Raossi scendendo verso Ia località Busa su strada asfaltata e di qui su strada sterrata per circa 900 metri.

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LE PISTE DEGLI ANTENATI DEI DINOSAURI

Nel Triassico Ia Vallarsa era popolata da rettili preistorici.

I ricercatori del Museo delle Scienze di Trento hanno ritrovato in alcune lastre di roccia, ai piedi delle Piccole Dolomiti, oltre 200 orme di antenati dei dinosauri, alcune delle quali di specie prima sconosciute. Questi resti fossili, piste impresse da animali simili a lucertole o piccoli coccodrilli, risalgono a circa 242 milioni di anni fa e sono i primi di quest’epoca ad essere stati ritrovati in provincia di Trento.

La loro scoperta aiuta a comprendere l’evoluzione dei rettili che poi sarebbero diventati i dinosauri.

Come arrivare

Le orme (ora conservate presso il Museo delle Scienze di Trento) provengono da tre luoghi molto vicini tra loro. Due sono in piccole vallette incise sul fianco meridionale del Monte di Mezzo, lungo Ia Val Gerlano, il terzo poco lontano da Ometto, lungo il vecchio sentiero che portava a Malga Siebe.

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CIPPO DI CONFINE

I continui conflitti di attribuzione e competenza sui territori di confine tra Ia Serenissima Repubblica di Venezia e l’impero austriaco indussero l’imperatrice Maria Teresa a definire i limiti tra i due Stati in un congresso nel 1751.

La zona di Vallarsa, tra Campogrosso e Pian delle Fugazze, fu una delle più controverse, tanto che una commissione di tecnici dovette recarsi in ricognizione sul posto ed interrogare le comunità di Vallarsa, Recoaro e Valli dei Signori (Valli del Pasubio). Furono poi posizionati dei cippi in pietra che, fino alla conclusione della Prima Guerra Mondiale, segnalavano il confine tra Tirolo e Repubblica di Venezia. Riportano gli stemmi dei due Stati: le insegne dell’lmperatrice e il leone di San Marco.

Come arrivare

Salendo da Rovereto seguire Ia statale fino in prossimità del cartello che indica il confine del comune di Vallarsa. A Passo Pian delle Fugazze sulla sinistra della strada. Si trova facilmente un sentiero che in meno di 10 minuti porta al grande masso di confine ai piedi del ghiaione che risale le pendici del Pasubio.

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CHIESA ARCIPRETALE DI PARROCCHIA

La prima chiesetta dedicata a san Vigilio fu eretta nel corso del XIII secolo. Cappella dell’antica Pieve di Lizzana, diventò Curazia nel 1538 e Parrocchia nel 1720. La Chiesa arcipretale di Vallarsa fu riedificata nel XVI secolo. Fu poi ampliata, ristrutturata e consacrata il 13 maggio 1728. II campanile fu costruito tra il 1767 e il ’72, e l’opera venne completata con Ia fusione in loco delle sei campane collocate nella cella campanaria. Durante Ia Grande Guerra Ia chiesa fu distrutta e spogliata di tutto l’arredo. Tra il 1919 e il ’20 fu ricostruita grazie all’opera di tutti gli abitanti della valle.

Oggi al suo interno si possono ammirare, tra gli altri, l’altare della Madonna del Rosario e l’ancona del 1700, opera dei marmisti di Castione all’interno della quale fa mostra di sé il quadro raffigurante San Vigilio.

E’ questo il capoluogo spirituale di Vallarsa ma non l’unico luogo religioso. Altre nove Parrocchie, numerose chiese e cappelle votive si trovano in ogni frazione della valle a testimoniare Ia devozione delle genti di un tempo.

Come arrivare

La Chiesa sorge all’interno dell’abitato di Parrocchia, che si trova sulla destra orografica della valle a circa 20 chilometri da Rovereto.

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MULINO DI ARLANCH

Nel paese di Arlanch, a pochi passi dal torrente Leno, sorge un antico mulino.

La sua attività cominciò a inizio Ottocento per volontà della famiglia Arlanch (che ancora lo possiede) e proseguì fino al 1958, anno nel quale le acque del torrente non furono più sufficienti a farlo funzionare perchè raccolte nelle due dighe di Speccheri e Busa.

Ancor oggi si possono vedere Ia grande ruota in legno all’esterno del mulino e le macine create con le rocce del Leno all’interno, nonché tutti i macchinari e gli strumenti utilizzati per lavorare, grazie alla forza dell’acqua, il frumento, il grano saraceno, l’orzo e il granoturco.

Per informazioni rivolgersi al numero 0464 860016.

Come arrivare

Entrando a piedi nell’abitato di Arlanch il mulino e ben visibile a destra, sulla parete di una casa poco a valle della strada.

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DIGA DI SPECCHERI

La diga degli Speccheri è stata costruita tra il 1955-1958 lungo il torrente Leno di Vallarsa, sopra l’abitato di Speccheri. E’ una delle più alte d’Europa con i suoi 156,65 metri di altezza e ha una capacità di 10 milioni di metri cubi d’acqua. Dalla diga degli Speccheri parte una condotta forzata che, all’altezza di Pezzati, entra in una galleria che attraversa i monti Lessini, sotto la cima Mezzana, e poi arriva alla Centrale di Ala dove viene prodotta l’energia elettrica per la città di Verona. Durante lo scavo dei materiali necessari alla costruzione della diga fu intercettata una vena d’acqua che, al termine dei lavori, riempì la cavità che si era venuta formando dando così origine al “Laghetto di Poiani”. Il laghetto è un luogo ideale per passare una tranquilla giornata di sole all’aperto.

Come arrivare

La diga si innalza a monte dell’abitato di Speccheri. Vi si può arrivare percorrendo la SP219 per Camposilvano. Una buona visuale del lago della diga si può avere anche dal laghetto dei Poiani a cui si arriva, per chi sale da Rovereto, imboccando una stradina sulla destra appena fuori dall’abitato di Piano, sulla destra orografica della valle.